Recensione Beats Powerbeats Pro

Recensione Beats Powerbeats Pro

Pro

  • Comodi e completamente immobili quando indossati
  • Controlli facili da utilizzare
  • Audio coinvolgente
  • Microfono efficiente
  • Autonomia leader del mercato

Contro

  • Case ingombrante
  • Scarsa personalizzazione
  • Gamma media sottotono
  • Costosi

Quando Apple ha acquistato Beats per 3 miliardi di dollari, entrambe le società avevano da guadagnarci: la prima ha avuto accesso agevolato al mercato emergente delle cuffie consumer, mentre la seconda ha avuto accesso al team di sviluppo di Apple.

Con questi nuovi Powerbeats Pro, il presidente di Beats ha comunicato che si tratta del primo vero progetto nato dall’assoluta collaborazione con Apple. Inoltre, sono anche i primi auricolari true wireless della suddetta azienda.

È stato uno degli ultimi brand (tra i più grandi) ad entrare in questo mercato, ma l’attesa ne è valsa la pena. Continuate la lettura per scoprire il perché!

Design e comfort

Basta dare un’occhiata di pochi secondi per notare la somiglianza tra Powerbeats Pro con i “vecchi” Powerbeats 3, ma una volta indossati ho percepito immediatamente tutte le differenze.

La costruzione si è ridotta molto in termini di dimensioni e peso, ma soprattutto gli angoli e i bordi sono stati ammorbiditi per garantire un comfort maggiore; anche l’angolazione degli inserti auricolari è aumentata per garantire che non premino contro la pelle all’interno dell’orecchio.

La protuberanza che contiene i driver presenta una piccola superficie lucida che copre il sensore di prossimità (per rilevare quando vengono tolti/messi).

Per chi stessi motivi, anche il gancio dell’orecchio è stato ridisegnato e maggiormente inclinato, tant’è che ora aderisce più comodamente all’orecchio senza diventare scomodo.

Sono davvero un capolavoro per quanto riguarda il comfort. È un’esperienza di utilizzo liberatrice.

Gli inserti in silicone, rispetto a quelli dei Powerbeats 3, sono più affusolati e creano più efficacemente un sigillo nell’orecchio. Questo non significa solo una vestibilità migliore, ma si riflette anche nella qualità audio offerta.

Questi auricolari non sono impermeabili, ma offrono la certificazione IPX4 contro sudore e acqua. Certo, potrebbe non essere quello che state cercando, ma al momento non ci sono grandi alternative e se consideriamo il comfort offerto per allenarsi vanno più che bene.

La custodia di ricarica, tuttavia, è piuttosto grande, ma è comprensibile: con il design di questi Powerbeats Pro sarebbe stato possibile fare di meglio, ma il risultato sarebbe stato comunque ingombrante.

La dotazione comprende:

  • Custodia di ricarica
  • Inserti in silicone in 4 misure
  • Cavo da USB-A a Lightning
  • Documentazione e garanzia

Controlli

Entrambi gli auricolari Powerbeats Pro offrono esattamente la stessa selezione di controlli, ovvero bilanciere del volume e pulsante multifunzione per gestire la riproduzione musicale e per attivare Siri, anche se quest’ultima cosa si può fare pronunciando la hotword “Ehi Siri“. Per gli utenti Android c’è il supporto a Google Assistant o Alexa.

I pulsanti inizialmente mi sono sembrati eccessivamente sensibili, ma in poco tempo ho imparato ad apprezzarli e ormai li preferisco ai vari sistemi visti su altri dispositivi. Ed essendoci il sensore di prossimità, se si rimuove un auricolare (o entrambi) l’audio viene messo in pausa in automatico.

A seguire lo schema comandi:

  • Una singola pressione del pulsante con il logo Beats per mettere in pausa, riprodurre l’audio, per rispondere o terminare una chiamata, per rispondere a una seconda chiamata in arrivo e mettere la prima in attesa o per passare da una chiamata all’altra quando ne sono attive due;
  • Una doppia pressione per passare al brano successivo;
  • Una tripla pressione per ascoltare il brano precedente;
  • Una singola pressione prolungata di un secondo per rifiutare una chiamata in arrivo;
  • Una singola pressione prolungata di più secondi per attivare l’assistente vocale.

Connettività

Una delle principali caratteristiche delle AirPods 2 è il chip H1 e lo stesso si trova all’interno di questi nuovi Powerbeats Pro.

È un’evoluzione del chip W1 degli AirPod originali ed è un asso assoluto per quanto riguarda la connettività Bluetooth, rendendo i Powerbeats Pro e i nuovi AirPods gli auricolari Bluetooth più facili da accoppiare con qualsiasi dispositivo (inoltre questo chip permette di azionare l’assistente vocale con un semplice “Ehi Siri”).

Avete un iPhone? Questi si accoppieranno automaticamente aprendo la custodia di ricarica; anche con uno smartphone Android l’associazione è quasi istantanea, ma richiede uno step successivo, ovvero azionare il pairing Bluetooth cliccando il pulsante all’interno della custodia e confermare l’accoppiamento nelle impostazioni Bluetooth del dispositivo.

La tecnologia nelle mani di Apple ha concesso anche ciascun auricolare di essere accoppiato indipendentemente l’uno dall’altro, il che significa che potrete utilizzarli in mono, senza nessuna discriminante. Inoltre, lo standard Bluetooth 5 offre vantaggi sia in termini di stabilità, sia per quel che riguarda i consumi energetici.

Per quel che concerne la latenza, questi auricolari Beats sono più efficienti con i dispositivi Apple e questo perché Android non è in grado di gestire al meglio delle sue possibilità il codec AAC.

Qualità audio

Per quel che concerne la qualità audio, questi Powerbeats Pro garantiscono una resa sonora più che decente.

Non potevano di certo mancare i prosperosi bassi tipici dei prodotti Beats, mentre le tonalità più alte risultano enfatizzate per aiutare gli strumenti a distinguersi un po’ nell’affollata cacofonia. Il tutto potrebbe non soddisfare gli ascoltatori più esigenti, ma alla fine si presta molto bene alla musica moderna e a quella che si sente solitamente durante gli allenamenti più “cazzuti”.

Fanno sicuramente storcere il naso le frequenze medie, infatti nei mix con molta strumentazione il cantato (specialmente le voci più acute) a volte può risultare silenzioso rispetto al resto della traccia.

Questi Powerbeats Pro offrono un discreto isolamento passivo: gli inserti in silicone non sono il massimo per bloccare il rombo dei motori nel traffico, ma per la loro identità sportiva vanno benissimo.

Microfono

Questa nuova iterazione dei Powerbeats 3 migliora anche in chiamata, grazie all’accelerometro per il riconoscimento vocale all’interno di ciascun auricolare che identifica quando la mascella si muove (attraverso le vibrazioni).

I microfoni lavorano poi in coordinazione con questo sensore per filtrare il rumore esterno e isolarli a favore della voce di chi lo indossa. Nella pratica, sono riuscito a farmi capire anche durante la corsa con vento contrario.

Autonomia

La durata della batteria dei Powerbeats Pro è eccezionale! Ho ottenuto in media circa 9 ore di riproduzione musicale con una singola carica, il risultato migliore tra tutti gli auricolari true wireless che ho recensito fino ad oggi.

Come se non bastasse, impiegano meno di un’ora per caricarsi da 0% a 100%.

La custodia, anche se mi ha fatto storcere il naso per le dimensioni, offre 24 ore di riproduzione musicale extra, per un totale di circa 33 ore di autonomia in totale. Però non supporta la ricarica wireless come il nuovo case degli AirPods 2.

Verdetto e alternative

Recensione Beats Powerbeats Pro

Questi Beats Powerbeats Pro sono i migliori auricolari true wireless sportivi per iOS del momento. Li ho adorato per la loro vestibilità, per la resa sonora coinvolgente e per l’autonomia leader del marcato. E onestamente li consiglio anche a chi ha uno smartphone Android

Nel consigliarvi qualche alternativa, per quanto riguarda l’ecosistema Apple non posso non citarvi gli AirPods Pro, auricolari TWS perfetti qualsiasi contesto di utilizzo e con più funzioni, sebbene io preferisca (per lo sport) una maggiore autonomia e una maggiore comodità.

Se invece avete uno smartphone Android vi rimanderei senza dubbio ai Jabra Elite Active 75t, anche questi ideati per gli sportivi: sono comodissimi da indossare, il microfono è una garanzia e il suono è altamente coinvolgente.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
Amo ascoltare la musica in viaggio, quando mi alleno o mentre lavoro. Ma non chiamatemi audiofilo. E gioco assiduamente agli sparatutto.

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