Cuffie e auricolari fanno male all’udito?

Cuffie e auricolari fanno male all'udito?

Cuffie e auricolari sono ormai dispositivi che fanno parte della nostra quotidianità. Li usiamo a casa, a lavoro, quando ci spostiamo, in aereo o mentre ci alleniamo.

Il problema è che ormai è assodato che il loro utilizzo è spesso causa diretta della perdita d’udito. O meglio, siamo noi la causa per mezzo di questi sistemi: usandoli troppo spesso ad alto volume si può danneggiare irreparabilmente la capacità di ascolto.

In che modo cuffie e auricolari danneggiano l’udito?

Incanalando il suono direttamente nelle orecchie, le cuffie e gli auricolari consentono alle persone di ascoltare la musica in privato. Gli strumenti sono più distinguibili, le voci più dettagliate e l’imaging più preciso.

Il problema sorge nel momento in cui i rumori esterni interferiscono con l’ascolto. Ad esempio, in metropolitana si tende ad alzare il volume per far risaltare la musica rispetto al rumore esterno; se questo è di 85-90 dB, si devono spingere le cuffie almeno a 95-100 dB per sentire decentemente un brano.

Per capirci: una motosega in azione raggiunge i 100 dB, e poco più sopra di questa soglia (105 dB) troviamo il suono di un martello pneumatico. Questi sono rumori che possono causare ronzii nelle orecchie per ore, ma nel peggiore dei casi danni uditivi permanenti.

Però se prima questo era un problema rilegato esclusivamente ad alcune professioni, come il manovale, il soldato o il musicista, oggi sempre più giovani mostrano segni di perdita dell’udito indotta dal rumore.

3 modi per prevenire la perdita d’udito durante l’ascolto musicale

1. Acquistando le cuffie giuste

cuffie noise cancelling e udito

Sono disponibili 2 diversi tipi di cuffie che non solo aiutano a bloccare i rumori ambientali, ma possono anche proteggere l’udito permettendovi di ascoltare la musica a livelli più sicuri.

La prima opzione sono le cuffie a cancellazione attiva del rumore, le quali captano e cancellano i rumori esterni sfruttando degli appositi microfoni. Quelle di ultima generazioni sono in grado di cancellare egregiamente non solo le frequenze basse, ma anche quelle medie e alte.

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Un’altra opzione possono essere delle più economiche cuffie over-ear o auricolari in-ear dal buon isolamento passivo, ovvero creano una barriera fisica tra l’orecchio e il mondo esterno.

2. Abbassando il volume

Qualsiasi suono più forte di 85 dB può provocare la perdita permanente dell’udito. Ora non voglio di certo consigliarvi di acquistare un fonometro da portarvi dietro per misurare ogni volta il livello di dB generato dai vostri dispositivi.

Invece, trovo molto più utile seguire la linea guida consigliata dal Professore di Audiologia Salvatore Iurato in un articolo sul sito della Fondazione Veronesi, ovvero di mantenere il volume a un valore non superiore del 60% rispetto a quello massimo.

Questo perché, al massimo del volume, i dispositivi in genere possono superare anche i 105 dB; e dato che la scala dei dB, come la scala Richter, è logaritmica, 105 dB è circa 100 volte più intenso di 85.

3. Riducendo il tempo di utilizzo

I danni all’udito non dipendono solo dal volume, ma anche dal tempo di utilizzo. Il che ci porta alla prossima regola: quella del 60/60.

In precedenza vi ho consigliato di mantenere il volume al 60%. Ora vi dovete anche assicurare di limitare il tempo di ascolto a meno di 60 minuti di fila.

Infatti fare delle pause periodiche è fondamentale, poiché 60 dB ininterrotti per 2 ore sono molto più dannosi di 4 intervalli di mezz’ora distribuiti durante la giornata.

Conclusione

In questo articolo ho cercato di essere il più minuzioso possibile, ma le mie parole vanno intese solo a scopo informativo, quindi non come un parere medico. In caso di ulteriori dubbi, non pensateci 2 volte nel rivolgervi ad una figura qualificata.

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