Recensione Bose QuietComfort Earbuds

Recensione Bose QuietComfort Earbuds

Pro

  • Plastiche di ottima qualità, IPX4
  • Inserti StayHear Max li rendono estremamente comodi
  • Controlli touch funzionano bene
  • Sensore di prossimità
  • Connessione senza fili stabile
  • Ottima dinamica, spazialità e resa sonora coinvolgente
  • ANC e Trasparenza ai massimi livelli
  • Qualità in chiamata
  • Ricarica rapida, wireless Qi

Contro

  • Sporgono molto, custodia di ricarica ingombrante
  • Non si può passare alla traccia precedente
  • No codec avanzati
  • Master/slave (mono solo con il destro)
  • Niente Bluetooth Multipoint
  • Latenza nei videogiochi
  • No equalizzatore in-app

Sony ha i WF-1000XM3, Apple gli AirPods Pro, Samsung i Galaxy Buds Pro e Bose? Come può una delle aziende più famose nel mercato delle cuffie noise cancelling non avere in catalogo degli auricolari TWS con tale tecnologia? Non può, ed ecco infatti i QuietComfort Earbuds.

L’azienda li ha presentati come “gli auricolari con la riduzione del rumore più efficace al mondo”, e a fronte di un annuncio simile non potevo non provarli. Ecco quindi la mia recensione dei Bose QuietComfort Earbuds. Buona lettura.

Specifiche tecniche Bose QuietComfort Earbuds

  • Dimensioni auricolari: 3,9 cm (A) x 2,6 cm (L) x 2,7 cm (P)
  • Peso auricolari: 8,5 g ciascuno
  • Dimensioni custodia: 3,17 cm (A) x 8,9 cm (L) x 5,08 cm (P)
  • Grado di protezione: IPX4
  • Bluetooth: 5.1
  • Codec: SBC e AAC
  • Interfacce: USB-C o ricarica wireless Qi
  • Microfoni: 4 in totale
  • Autonomia: Fino a 6 ore
  • Tempo di ricarica auricolari: 2 ore
  • Tempo di ricarica custodia: 3 ore
  • Tempo di ricarica rapida: 15 minuti per 2 ore di autonomia

Design e comfort

Disponibili sia in nero che in bianco, auricolari e custodia di ricarica sono interamente in plastica. Di quella di ottima qualità, leggera ma che non flette. Mi piace poi la finitura opaca, la trovo elegante e allo stesso tempo non trattiene le impronte. Sono poi certificati IPX4.

Rispetto ai primi auricolari true wireless dell’azienda, i Bose SoundSport Free, la struttura di questi QuietComfort Earbuds è più allungata. Ciò ha permesso a Bose di inserire più hardware al loro interno e allo stesso tempo di renderli meno protuberanti.

C’è però ancora molto lavoro da fare, questo va detto, perché sono ancora parecchio sporgenti.

E la questione dimensioni non intacca solo gli auricolari, perché anche la custodia è veramente ingombrante. Se già quella dei Sennheiser MOMENTUM True Wireless 2 la trovavo scomoda da tenere nella tasca dei pantaloni, di questa non ne parliamo proprio.

Parlando invece di comodità, tanto di cappello. Parto prevenuto perché sono da sempre un fan degli inserti in silicone StayHear, e fortunatamente anche questa volta Bose non mi ha tradito.

Questi nuovi StayHear Max si incastrano perfettamente nella conca interna dell’orecchio e si fanno indossare tranquillamente per ore. Sono sì in-ear, ma la forma a ombrello dell’ugello permette loro di garantire un buon isolamento passivo senza inserirsi eccessivamente nel condotto uditivo.

Non fatevi ingannare dalle specifiche tecniche: non sono gli auricolari più leggeri sul mercato, ma il peso è bilanciato così bene da non affaticare la parte interna dell’orecchio (dove poggiano gli inserti) neanche dopo 3 ore.

Nella confezione, oltre agli auricolari e alla custodia, troviamo 3 paia di inserti Bose StayHear Max (S, M, L) e il cavo di ricarica da USB-C a USB-A lungo 30,5 cm.

Controlli

A differenza dei SoundSport Free, in questo caso Bose ha preferito integrare un pannello touch sulla superficie esterna di entrambi gli auricolari.

I controlli, tramite tap e swipe, funzionano molto bene. La superficie touch è molto estesa, quindi non si deve essere dei cecchini da centrare un punto specifico, e mi piace anche il fatto che al tap singolo non sia stata assegnata alcuna funzione, così da scongiurare il problema “tocchi involontari”.

L’unico difetto è che non si può passare in alcun modo alla traccia precedente (o riavviare quella in ascolto).

A seguire lo schema comandi:

Auricolare sinistroAuricolare destro
Doppio tapAlternare livelli preferiti ANCPlay/pausa
Rispondere/terminare chiamata
Tap prolungatoLivello batteria o brano successivoAssistente vocale
Rifiutare chiamata
Swipe up/downVolume su/giù

Entrambi gli auricolari integrano il sensore di prossimità (si può anche disattivare tramite app). Quando si toglie un auricolare la riproduzione audio viene messa in pausa e si attiva la modalità Trasparenza, per poi tornare tutto come prima quando lo si rindossa.

Il tutto funziona molto bene.

Si può anche impostare che quando si inserisce l’auricolare destro si risponde automaticamente ad una chiamata, ma ho preferito tenere disattivata questa funzione come da impostazione predefinita.

Connettività

Questi Bose QuietComfort Earbuds supportano lo standard Bluetooth 5.1 e i codec audio AAC ed SBC. L’assenza di aptX o LDAC in un paio di auricolari da quasi 300 euro mi lascia parecchio perplesso, e lo stesso vale per la mancanza del Bluetooth Multipoint e per il rapporto master/slave tra auricolare destro e sinistro (solo l’auricolare destro si può usare in mono).

Alla prima apertura della custodia di ricarica gli auricolari entrano in modalità pairing Bluetooth, mentre dalle volte successive si collegheranno in automatico all’ultimo dispositivo connesso. L’app registra fino a 7 dispositivi.

La connessione senza fili è stabile, rispetto ai SoundSport Free non ho riscontrato lag o interruzioni improvvise.

Per switchare tra un dispositivo e l’altro bisogna prima disconnettersi manualmente dall’app proprietaria (obbligatorio), gli auricolari così facendo entreranno in modalità di pairing Bluetooth e andranno selezionati manualmente dall’altro dispositivo.

Segnalo inoltre che per connetterli la prima volta a Windows 10 ho riscontrato un inconveniente.

Una volta attivato il Bluetooth dalle impostazioni del computer, viene subito individuato “LE-Bose QuietComfort Earbuds”. Beh, se vi connetterete a questo non potrete usare gli auricolari né come dispositivo audio né come microfono. La soluzione è attendere che Windows rilevi “Bose QuietComfort Earbuds” (senza LE-), e in genere ci vogliono anche più di 10 secondi.

Potrebbe essere un problema del mio PC, che ha una scheda di rete Bluetooth 4.2, ma sul forum ufficiale Bose sono davvero in tanti ad avere queste difficoltà con Windows.

Insomma, lato connettività l’esperienza l’ho trovata parecchio macchinosa. Non è quello che ci si aspetta da un paio di auricolari lanciati nel 2021 al prezzo (voglio ribadirlo) di quasi 300 euro.

Latenza

Per vedere un film su Netflix, un video su YouTube o un podcast su Twitch vanno bene. Su iOS si comportano meglio rispetto ad Android (AAC è un codec il cui funzionamento varia di dispositivo in dispositivo, e su iOS va divinamente), ma nel peggiore dei casi la latenza è comunque accettabile.

Su PC Windows invece è un filo più evidente, ma ancora siamo su livelli ammissibili.

Per giocare invece il discorso cambia, perché su Call of Duty Mobile (qualsiasi dispositivo) la latenza è evidente e rovina l’esperienza complessiva.

App

Nei vecchi SoundSport Free l’app era praticamente inutile, ma oggi l’azienda ha deciso di aggiungere qualche opzione in più in Bose Music. Vi dico sin da subito che questa è fondamentale per gestire al 100% le funzioni di questi auricolari, ANC in primis.

Nella schermata principale si può visionare lo stato di carica, aumentare/abbassare il volume o la tecnologia Active Noise Cancelling, gestire i dispositivi Bluetooth connessi, personalizzare le impostazioni della riduzione del rumore (più in basso ve ne parlerò meglio), modificare la scelta rapida associata al tap prolungato e gestire la riproduzione multimediale.

Dall’ingranaggio in alto a destra si accede alle impostazioni, dove c’è qualche opzione in più: si può cambiare il nome degli auricolari, attivare o disattivare il controllo touch del volume, attivare o disattivare totalmente il rilevamento in-ear o singolarmente la specifica funzione, impostare il livello della propria voce che si desidera sentire durante una chiamata (sidetone) e attivare o disattivare le istruzioni vocali (e cambiarne la lingua).

C’è una sezione che riguarda l’assistente vocale, ma è inutile perché non si può disattivare. In merito a questi, gli auricolari supportano quello utilizzato dal telefono: che sia Siri, Assistente Google, Alexa o Bixby poco gliene importa.

L’app non è ancora al pari della diretta concorrente, ovvero Headphones Connect di Sony (ve ne ho parlato recentemente nella recensione delle Sony WH-1000XM4). Aldilà delle funzioni più avanzate, che se ne può fare anche a meno, la mancanza più importante è l’equalizzatore. Mi aspettavo di trovarlo, visto che è stato implementato per le Bose NC 700.

Qualità audio

Per quanto riguarda la qualità audio, la firma sonora è sempre la solita Bose, molto consumer-friendly, con una significativa spinta nei bassi (non al livello degli auricolari Sony-WF1000XM3, però), una gamma media non da meno e alti brillanti.

Sono degli auricolari Bluetooth molto potenti e con una dinamica incredibile, penso i migliori da questo punto di vista per quel che concerne la categoria TWS. Ottimi poi in termini di imaging e separazione degli strumenti. Anche per quel che concerne le dimensioni del palcoscenico, sempre riferendomi a questa tipologia di prodotti, si difendono bene.

C’è poi anche questa tecnologia, chiamata Bose Volume-Optimized Active EQ, che aumenta automaticamente i bassi e gli alti in modo che la riproduzione audio rimanga ricca anche a volume più basso. E niente, funziona molto bene perché la musica è ricca e godibile anche a volume medio-basso.

Insomma, tutte questo per dirvi che il sound è ricco, incisivo ed estremamente coinvolgente.

Chiaramente anche questi non mancano di difetti.

Ad esempio, in alcune tracce avrei preferito meno enfasi sul cantato, in altre ho notato dell’asprezza e più in generale la riproduzione musicale l’ho trovata poco fedele. E poi manca l’equalizzatore, inspiegabile.

Questo per dirvi che i Sennheiser MOMENTUM True Wireless 2 restano la mia scelta numero uno per quanto riguarda la resa sonora, perché fondamentalmente meno “colorati”, più dettagliati e dal soundstage più esteso, ma questi Bose mi è comunque piaciuto un sacco utilizzarli e personalmente ve li consiglio.

Active Noise Cancelling

Non voglio dilungarmi più di tanto sulla tecnologia Active Noise Cancelling perché non c’è molto da dire. È la più efficace sul mercato degli auricolari true wireless, così tanto da avvicinarsi ai risultati delle Sony WH-1000XM4, le cuffie over-ear migliori in assoluto per ANC.

Al livello massimo i rumori continui, come quelli del motore delle macchine o del robot aspirapolvere che passa dentro casa, scompaiono letteralmente. I rumori improvvisi come al solito è impossibile eliminarli del tutto, ma vengono comunque attenuati notevolmente.

Questa tecnologia è regolabile da 0 a 10, però bisogna dire che Bose non è stata molto chiara nel spiegare questa cosa.

Io ho capito che questa non è possibile disattivarla totalmente, ma il livello 5 è come se fosse il minimo. Scendere sotto questa soglia, significa far entrare in azione la modalità Trasparenza, il cui livello massimo è 0. Anche su questa non ho proprio nulla da dire, visto che riesce a riprodurre con estrema naturalezza i rumori esterni, battendo anche gli AirPods Pro. (Vi ricordo che togliendo un auricolari si attiva automaticamente)

Tramite app si possono impostare sia i preferiti, ovvero tre livelli di riduzione del rumore personalizzati che si possono alternare con il doppio tap sull’auricolare sinistro, sia spuntare l’opzione “Ricorda l’ultima impostazione“, per far tornare le cuffie al livello di riduzione del rumore all’ultimo livello scelto prima di spegnerle (di defaul, all’accensione si posizionano sul livello 10).

Microfono

Il sistema microfonico riesce a riprodurre la voce ottimamente, è percepibile il tipico timbro metallico delle registrazioni fatte con degli auricolari, ma è minimo e comunque il parlato l’ho trovato profondo e nitido.

Anche in ambiente molto rumoroso si comportano bene: il sistema non è completamente in grado di isolare la voce e cancellare totalmente i rumori esterni, però l’interlocutore è nella posizione di capire comunque ciò che si dice.

Solo l’auricolare destro si può usare in mono.

Tramite app si può anche regolare il sidetone, ovvero il livello della propria voce che si desidera sentire durante una chiamata, secondo tre livelli, ma si può anche disattivare completamente. Io l’ho lasciato su “Media”, anche perché non ho notato chissà quale differenza cambiando l’impostazione.

Autonomia

Il valore dell’autonomia reale varia in funzione del volume. Bose parla di 6 ore, ed è un dato medio che può essere preso per vero. Infatti se vengono utilizzate a media intensità si viaggia anche sulle 7 ore, mentre se vengono spinte oltre l’80-85% si scende anche sotto le 6 ore.

C’è anche la funzione di ricarica rapida: 15 minuti nella custodia permettono 2 ore di riproduzione reale. E se gli auricolari non dovessero essere usati per 20 minuti, vanno in modalità stand-by, così da ridurre considerevolmente il battery drain.

La custodia di ricarica fornisce 2 cariche extra, e si può ricaricare o usando il cavo USB-C disponibile in dotazione o con qualsiasi caricatore wireless certificato Qi.

Conclusione

Recensione Bose QuietComfort Earbuds

Su Amazon si trovano sì a qualche decina di euro in meno rispetto al prezzo di lancio (279€), ma sono ancora parecchio costosi. Conviene acquistarli? Personalmente, sono più per il sì che per il no.

Rileggendo la recensione, i due problemi più eclatanti che ho evidenziato sono l’assenza del Bluetooth Multipoint e le dimensioni della custodia. Personalmente non mi farei tanti problemi, considerando tutto il resto: ANC al top, qualità in chiamata pure, audio coinvolgente e controlli touch ben implementati.

Se invece non potete passarci sopra, o semplicemente avete altre esigenze, vi invito a leggere la mia selezione dei migliori auricolari true wireless sul mercato.

RASSEGNA PANORAMICA
Voto
Amo ascoltare la musica in viaggio, quando mi alleno o mentre lavoro. Ma non chiamatemi audiofilo. E gioco assiduamente agli sparatutto.

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