Recensione Bose SoundLink Revolve+ II

Recensione Bose SoundLink Revolve+ II

Pro

  • Costruzione robusta, design minimale e moderno
  • Certificazione IP55
  • Latenza si azzera in modalità cablata
  • Audio a 360°, decente spazialità

Contro

  • Praticamente invariato rispetto alla generazione scorsa, ancora Micro-USB
  • Latenza ben visibile, Bluetooth sempre in azione
  • Prestazioni audio non all’altezza del prezzo

A 4 anni di distanza dal primo diffusore Bluetooth a 360° portatile SoundLink Revolve+ (2017), non mi sarei mai aspettato di recensire il sequel.

Il nuovo Bose SoundLink Revolve+ II però, come vi spiegherò tra poco, non è un affare: le novità sono davvero poche e il prezzo, considerando la concorrenza (anche della stessa Bose), è tutt’altro che allettante.

Specifiche tecniche Bose SoundLink Revolve+ II:

  • Bluetooth: 4.1
  • Codec: SBC e AAC
  • Wi-Fi: No
  • Interfacce: Micro-USB, Jack 3,5 mm
  • Canali: Mono
  • Driver: ?
  • Potenza: ?
  • Microfono: Si
  • Autonomia: Fino a 17 ore
  • Tempo di ricarica: 4 ore
  • Dimensioni: 18,4 (A) x 10,5 (L) x 10,5 cm (P)
  • Peso: 0,9 kg
  • Grado di protezione: IP55

Design e costruzione

Design e costruzione restano del tutto invariati. La struttura centrale ha la solita forma a pera ed è sormontata da una comoda maniglia per spostarlo e appenderlo a proprio piacimento. Il design è moderno e minimale, a me piace molto.

È poi molto robusto, le estremità superiori e inferiori sono protette da una copertura in silicone mentre il corpo centrale è in alluminio, rigido, molto spesso e resistente agli urti. Il grado di protezione IP passa dalla classificazione IPX4 del primo Revolve+ all’IP55 di questa seconda generazione.

La zona superiore ospita i vari pulsanti di controllo, nella zona posteriore (in basso) ci sono la porta Micro-USB e il jack da 3,5 mm mentre sul fondo trovano spazio i pin per il collegamento con la base di ricarica opzionale (si acquista separatamente) e la filettatura universale per collegare il SoundLink Revolve+ II a qualsiasi treppiede.

Connettività, latenza e app

Parlando di connettività, il diffusore è rimasto fossilizzato allo standard Bluetooth 4.1 e supporta i soliti codec audio adottati dalla Bose, ovvero SBC e AAC. Detto ciò, la connessione è molto stabile, la portata è di circa 10 m e c’è anche la modalità Multipoint, che funziona egregiamente.

Revolve+ II all’occorrenza si può collegare ad un secondo speaker portatile Bose, così da suonare in modalità stereo (Modalità Party).

La latenza c’è ed è visibile provandolo con applicazioni come Netflix, YouTube e Twitch; chiaramente la situazione peggiore nei videogiochi mobile. Ma c’è un modo per azzerarla completamente: collegandolo via jack audio alla fonte multimediale.

L’applicazione Bose Connect è ben fatta, ma manca l’equalizzatore, che è l’impostazione che reputo più importante.

Tramite questa si possono gestire i dispositivi connessivi, inizializzare la Modalità Party, visionare la % della batteria e controllare volume e riproduzione multimediale. Nelle impostazioni si può anche cambiare il nome dello speaker, modificare il timer di spegnimento automatico, attivare o disattivare le istruzioni vocali, cambiare lingua e aggiornare il dispositivo.

Una cosa che mi ha parecchio infastidito è che lo speaker, anche quando spento, è sempre in modalità Bluetooth Low Energy.

Questo significa che ogni volta che accendo il mio portatile, il Bose SoundLink Revolve+ II ci si connette automaticamente; è parecchio frustante, soprattutto se considerate che una volta si è anche acceso automaticamente alle 5 di notte, connettendosi al mio smartphone.

Questo è un problema che c’è da anni, sin dalla prima serie dei SoundLink Revolve, e nonostante le migliaia di segnalazione nei forum ufficiali Bose, l’azienda non è intervenuta in alcun modo. Io ho “risolto” disabilitando le istruzioni vocali, così da non sentir ogni volta la voce guida, ma un’altra soluzione è quella di eliminare il diffusore dalle impostazioni Bluetooth del dispositivo connesso.

Controlli e microfono

Invariati i controlli rispetto al modello di scorsa generazione. Lo schema comandi è piuttosto complesso, ma molto intuitivo:

  • Pulsante accensione: pressione singola per accendere/spegnere il diffusore;
  • Pulsante Bluetooth: pressione singola per entrare in modalità di pairing Bluetooth. Pressione singola per ascoltare quali sono i dispositivi attualmente connessi. Pressione doppia per switchare per connettere il diffusore al dispositivo successivo nell’elenco di pairing. Pressione prolungata (10 secondi) per svuotare l’elenco dei dispositivi Bluetooth;
  • Pulsante di input: pressione singola per switchare tra input Micro-USB e AUX;
  • Pulsante Multifunzione: in modalità Bluetooth, pressione singola per riprodurre/mettere in pausa, pressione doppia per saltare alla traccia successiva e pressione tripla per tornare a quella precedente. In modalità AUX, pressione singola per disattivare/riattivare l’audio. In modalità di selezione della lingua, pressione singola per selezionare una lingua. Pressione singola per accettare o terminare una chiamata, pressione prolungata per rifiutarla, pressione doppia per passare da una chiamata all’altra, pressione singola durante la chiamata per disattivare il vivavoce e passare al dispositivo mobile. Pressione prolungata per lanciare l’assistente vocale;
  • Pulsanti + e –: pressione singola o prolungata per aumentare o ridurre il volume. In modalità di selezione della lingua, pressione singola per scorrere tra le lingue disponibili. Pressione prolungata di entrambi i pulsanti per attivare/disattivare le istruzioni vocali o per disattivare/attivare il microfono durante una chiamata.

Ad ogni cambio di modalità, la guida vocale in italiano vi illustra i vari cambiamenti di impostazione.

C’è anche il microfono integrato, che si può utilizzare per le chiamate e per interfacciarsi con gli assistenti vocali Siri e Assistente Google. Questi si possono lanciare tenendo premuto il pulsante multifunzione dello speaker o con le parole magiche (tipo “Hey Siri”), ma solo se si ha lo smartphone nelle vicinanze.

La qualità della registrazione è discreta, la voce è poco naturale ma la portata è molto buona e anche a qualche metro di distanza alzando leggermente la voce si riesce ad effettuare una chiamata. Non ha però sistemi di riduzione del rumore e già con vento di medio-bassa intensità è molto difficile farci comprendere a meno che non si stia a pochi centimetri di distanza.

Qualità audio

Bose SoundLink Revolve+ II visto frontalmente

L’esperienza audio offerta da questo speaker è possibile grazie alla presenza di due radiatori passivi, un trasduttore e un deflettore acustico omnidirezionale; quest’ultimo è l’elemento che permette la diffusione del suono a 360°.

Come per la maggior parte dei prodotti Bose, anche in questo caso non è possibile equalizzare l’audio, ma se siete dei fedeli seguaci della firma sonora dell’azienda questo prodotto non vi deluderà.

Le frequenze sono piuttosto bilanciate e ho apprezzato particolarmente i medi e gli alti, settati al punto giusto. I bassi ovviamente si fanno sentire, ma manca quella fisicità che per me è molto importante (ciò è dovuto dalla limitata estensione nella fascia sub-bass, ovvero sotto i 60 Hz).

Grazie al design a 360° è percepibile un buon senso di spazialità e la riproduzione rimane coerente a qualsiasi angolazione.

Devo sottolineare che a volume massimo non riesce a raggiungere lo stesso livello di pressione sonora di altri speaker concorrenti di pari dimensioni; oltretutto, oltre l’85% la firma sonora cambia, i bassi si affievoliscono e alti/medi diventano preponderanti e artefatti.

Insomma, il meglio della firma sonora viene espresso a volume medio che è ok per l’utilizzo in casa, ma insufficiente per movimentare una festa in giardino.

Autonomia

Parlando di autonomia, il valore dichiaro passa dalle 16 ore del Revolve+ alle 17 ore di questo nuovo Bose Revolve+ II. Non ho potuto verificare personalmente questo valore, perché non ho avuto modo di far suonare per ore lo speaker a volume sostenuto però, vedendo il risultato di 8,5 ore (80 dB SPL misurati a 1 metro di distanza) di RTINGS.com, è chiaro che il valore sia altamente condizionato dal volume utilizzato.

C’è anche il sistema di spegnimento automatico se la cassa non viene utilizzata per 20 minuti. Questo è il tempo standard, perché tramite app questo minutaggio può essere diminuito o esteso.

Per una ricarica completa ci vogliono circa 3 ore. Nel 2021 mi sarei aspettato un valore più basso, cosa possibile se fosse stata inserita una porta USB-C invece dell’ormai obsoleta Micro-USB.

Conviene acquistare questo Bose SoundLink Revolve+ II?

Recensione Bose SoundLink Revolve+ II

Per me è un no. Non ha potenza e resa sonora tali da poter giustificare il prezzo a cui viene venduto. Per l’uso in un ampio ambiente esterno meglio preferire uno speaker più potente e per l’utilizzo in casa vi sono valide soluzioni ben più economiche.

In tutta sincerità preferisco di gran lunga il Bose SoundLink Revolve II, che costa molto meno e offre quasi le stesse prestazioni del fratello maggiore.

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